5 Movimenti e Vivere la vita

01_vivaan-trivedii-570823-unsplash_lowUno dei molti modi in cui possiamo leggere il processo di vivere la vita è di osservare lo sviluppo dei suoi processi di base in base ai 5 Movimenti.

Partiamo dal Polmone che rappresenta la nostra disponibilità ad attivarci per vivere le esperienze che la vita ci offre e ci richiede. Il Polmone è respiro, e il mondo ci richiede di respirare per consentire alla vita di entrare in noi e poi uscirne. Il Polmone non si pone troppe domande, semplicemente offre la sua disponibilità a vivere, a vivere l’esperienza che il Destino ha posto davanti a noi. Il Polmone è rappresentato anche dalla pelle e quindi dal contatto, dalla disponibilità ad interagire. Quando questo meccanismo non funziona, siamo esitanti rispetto alle esperienze della vita, non rispetto ad una in particolare, e non perché siamo indecisi o confusi, ma proprio perché abbiamo una sorta di generale resistenza a vivere la vita. Il nostro Polmone è debole, la nostra voglia di vivere la vita è ridotta. Quando invece funziona bene, eccoci pronti a “respirare pienamente”, eccoci pronti a toccare il mondo con le nostre mani, eccoci pronti a vivere la vita.

Ma il Polmone ha anche la funzione di abbassare ai Reni, al Movimento Acqua. il Polmone cioè porta questa disponibilità a vivere la vita verso la nostra Essenza, verso quello che noi siamo. Se il nostro Sè non è disposto a vivere la vita, siamo in qualche modo bloccati nell’esperienza, non riusciamo a sentirla come nostra, a viverla come nostra, a considerarla un modo per esprimere quello che siamo davvero. Questo è il Rene: la disponibilità a cogliere l’esperienza che il Polmone ci offre per poter esprimere noi stessi, per “far vedere al mondo” chi noi siamo; per consentire al Sè di realizzarsi. Se abbiamo dei dubbi su cosa siamo, se non abbiamo sufficiente autostima, se abbiamo confusione rispetto alle nostre risorse, ecco che il movimento vitale si blocca nei Reni; e anche lungo il Canale di Vescica, che rappresenta l’espressione esterna (Yang) della vitalità del Rene, andando a bloccare la schiena.

Nel momento poi in cui questa spinta si realizza, nel momento in cui l’Acqua è disposta a dare una qualche forma specifica alla sua potenza, ad “entrare in un contenitore”, a realizzarsi in un’esperienza specifica, ecco che si attiva il Legno, il Fegato; ecco che si crea “il sangue del Fegato”. Il Fegato definisce lo slancio vitale del Rene unendo l’opportunità di contatto offerta dal Polmone con l’esperienza e le risorse del Rene per sviluppare una progettualità, per definire come il tutto possa assumere dei contorni concreti. Ecco il Jing dei Reni che diviene il Sangue del Fegato che poi questo fa circolare dentro di noi per consentirci di comprendere pienamente tutte le implicazioni dell’esperienza che stiamo vivendo. Il Legno crea, ma crea sulla base del Jing, modella la materia che il Rene gli ha offerto e a sua volta l’offre al Cuore, al Fuoco.

Il Cuore infine rappresenta la disponibilità a vivere le sfide che la vita ci sta proponendo, che il Fegato ci sta proponendo. Perché vivere la vita è sempre in qualche modo una sfida; intesa come il doverci confrontare con cose che ci pare di non saper affrontare e gestire. Se la vita fosse solo fare ed agire ciò che già sappiamo fare ed agire, non avrebbe un senso, non vi sarebbe nulla da imparare, nulla che ci consenta di crescere; sarebbe probabilmente qualcosa di molto piacevole (e molto spesso desiderato!), ma che non aggiunge nulla alla nostra conoscenza. Il Cuore rappresenta questa disponibilità a confrontarci con le cose con cui ci pare di non saperci confrontare e viverle, superarle, risolverle. Ed in questo è supportato dal Ministro del Cuore, che ci consente ogni tanto di prenderci una pausa, di mettere da parte le sfide che ci paiono eccessive, di darci tempo e confortarci nei momenti di difficoltà; ma per poi tornare a risolvere ciò che va risolto. Ecco l’immagine dell’Imperatore che parte alla conquista del suo regno.

E se poi invece non ce la sentiamo, se ci pare di non potercela fare, se pensiamo che sia necessario capire ancora qualcosa prima di agire e procedere, ecco che abbiamo la Terra, la Milza, che ci offre la possibilità di riflettere su quello che stiamo per agire, di analizzarlo e, in senso patologico, anche di rimanerci fermi in modo ossessivo, continuando ad elaborarlo senza tradurlo in azione. Ad un altro livello, se non riusciamo a confrontarci con la sfida che la vita ci offre ecco che la Milza ce la ripropone in altri contesti e sotto altre forme. Poiché la Milza rappresenta anche il contatto con il contesto sociale, ecco che ci guida verso rapporti e relazioni che in qualche modo ci riportano sempre allo stesso nucleo di esperienza non affrontato, riproponendocelo con modalità diverse; finché decidiamo e accettiamo di viverlo pienamente.

Questa è anche la connessione della Milza, Terra, con il Polmone: la Milza offre al Polmone l’esperienza non risolta, ed il Polmone si rende disponibile a muoversi nuovamente nel mondo per viverla, ad avviare un nuovo ciclo che ripercorrerà tutti e 5 i Movimenti e che ci porterà a nuove esperienze di vita, ad imparare ciò che non abbiamo ancora imparato e infine a liberarci di quanto abbiamo appreso, senza rimpianti; come il fiore che cade per dar vita al seme.