Un abbraccio difficile

Un abbraccio difficile | Articolo di Franco Bottalo - Tao Alchemy | guardare se stessi, passare degli anni, vita

Con il passare degli anni il nostro progettare, fare e agire per conquistare il mondo può chetarsi. La nostra schiena, il nostro Vaso Governatore, “il mare delle nostre attività”, “il mare dello Yang”, può e deve rilassarsi.  Anziché guardare tanto in avanti, con la schiena ben eretta e il collo proteso, rilassiamo le spalle e arrotondiamo le clavicole per guardare in noi stessi.

E così facendo diamo spazio a Vaso Concezione, il mare dello Yin, la parte anteriore del nostro tronco dove dimorano il Cuore, i Polmoni, l’addome e l’area genitale, in una parola tutto quello che noi siamo.  Apriamo sì le braccia, ma non più per afferrare il mondo. Diamo spazio a Vaso Concezione per aprirci ad abbracciare noi stessi; perché invecchiare è nella sua essenza la capacità di raccoglierci in noi. Apriamo le nostre braccia e il nostro petto per abbracciare noi stessi. Ed è un abbraccio spesso difficile. 

Quando abbracciamo profondamente una persona, possiamo sentire il suo odore, le sue emozioni, le sue vibrazioni, tanti aspetti che nel quotidiano rimangono nascosti; e non tutti sono belli e piacevoli.

Amiamo davvero la persona che stiamo abbracciando? Sentiamo davvero che meriti il nostro amore e la nostra dedizione? Vogliamo davvero sentire fino in fondo quella persona? Spesso no.

Anche abbracciando noi stessi vediamo cose che ci turbano e non ci piacciono. Abbracciamo noi stessi e vorremmo tirarci indietro: ecco le cose non fatte della nostra vita e quelle che ora faremmo diversamente, ecco i periodi belli del passato, che poi magari non erano così belli, ma ora li vediamo così, ecco quello che non possiamo più essere e fare.

La nostra vita ci scorre davanti con le sue fatiche e ci pare di aver fatto tanto e di aver imparato così poco. Sì la fatica, quanta fatica. Fatica per arrivare dove siamo e non ci pare granché. Sentiamo di aver ancora tanto da dover fare e imparare, ma senza più l’energia della gioventù.

Ci immaginavamo la vecchiaia come uno spazio di pace e tranquillità e invece ci sentiamo nella burrasca. Ci immaginavamo la vecchiaia come uno spazio di saggezza e non ci sentiamo per nulla saggi. Ci immaginavamo la vecchiaia e invece ci ritroviamo a viverla.

Proviamo allora ad abbracciare noi stessi per quello che siamo. Ad abbracciare successi e fallimenti, salute e malattia, relazioni meravigliose e altre fallimentari. Abbracciamo noi stessi come una madre abbraccia il suo bambino: non perché è il migliore o se lo merita, ma perché lo ama.

Rilassiamo le nostre spalle. Certo abbiamo ancora pesi da portare avanti in questa vita, ma rilassiamo lo stesso le nostre spalle, perché è solo rilassando le spalle che le braccia possono aprirsi nell’abbraccio, lasciando andare difese e timori.

Sorridiamo con dolcezza. Certo avremo ancora cose che ci faranno piangere, ma sorridiamo. Diamoci tempo e spazio anche se sappiamo che tempo e spazio sono illusione.

Sì, non sarà un abbraccio facile. Non sarà un abbraccio facile, non solo rispetto a quello che non c’è piaciuto della vita, ma anche per quello che vorremmo ancora e non è più. E come in ogni vero abbraccio, abbracciamo non per prendere qualcosa ma per donare qualcosa; per donarci la libertà da tutto quello che è stato ed aprirci così a quello che verrà.

Franco Bottalo – Maggio 2022

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